Ciao, e benvenuto nella quinta puntata della trentatreesima stagione. Nelle scorse puntate abbiamo visto come WordPress renda accessibile la costruzione di siti. Oggi affrontiamo un pilastro che rende possibile tutto questo, e che è profondamente legato alla sua missione democratica: WordPress è software libero e aperto, ed è sostenuto da una vasta comunità. Cioè è gratuito, chiunque può usarlo, guardarci dentro, modificarlo, e non è di proprietà di un'azienda che lo controlla, ma di una comunità che lo costruisce insieme. Oggi capiamo cosa significa questa apertura, e perché non è un dettaglio, ma il veicolo necessario della democratizzazione.
Partiamo dal capire cosa significa che WordPress è libero e aperto, perché è un concetto che abbiamo già incontrato. WordPress è software libero: è gratuito, chiunque può scaricarlo e usarlo senza pagare. Ma è di più: è anche aperto, nel senso che chiunque può guardarci dentro, vedere com'è fatto, e modificarlo liberamente. Non è una scatola chiusa e proprietaria, controllata da un'azienda che decide chi può usarlo e come. È un bene comune, aperto a tutti, che chiunque può prendere, usare, studiare, adattare. È libero nel senso più pieno: gratuito, aperto, e non prigioniero di nessun proprietario.
Voglio aggiungere l'altro aspetto, altrettanto importante: la comunità. WordPress non è costruito da una sola azienda che lo vende: è costruito e mantenuto da una vasta comunità di persone, volontari, appassionati, professionisti, sparsi per il mondo, che contribuiscono insieme a migliorarlo. È un progetto comunitario, un bene costruito collettivamente, non il prodotto di un'unica azienda che punta a spremerlo per profitto. Questa comunità, enorme e appassionata, è il motore che tiene vivo WordPress, lo migliora, crea plugin e temi, aiuta chi ha problemi. WordPress è, in un certo senso, di tutti e di nessuno: appartiene alla comunità che lo costruisce e lo usa, non a un padrone.
Ora voglio farti capire perché questa apertura non sia un dettaglio, ma il veicolo necessario della missione, perché è il cuore della puntata. Pensaci: la missione di WordPress è democratizzare il web, dare a tutti la possibilità di avere un sito. Ma potresti mai dare il web a tutti con uno strumento chiuso, costoso, controllato da un'azienda? No: uno strumento così sarebbe accessibile solo a chi può pagarlo e a chi il proprietario decide. Per dare davvero il web a tutti, lo strumento deve essere libero, gratuito, aperto a chiunque, senza barriere di costo o di controllo. L'apertura non è un contorno: è la condizione necessaria della democratizzazione. Solo un bene comune, libero e aperto, può essere davvero di tutti.
Voglio farti apprezzare questo legame profondo tra apertura e democrazia, perché è bellissimo. Un bene libero e aperto è, per sua natura, democratico: non ha barriere, non ha un padrone che decide chi entra, è a disposizione di chiunque. La libertà e l'apertura di WordPress sono la forma tecnica della sua missione democratica: essere di tutti, accessibile a tutti, senza cancelli. Se WordPress fosse un prodotto chiuso e a pagamento, non potrebbe essere lo strumento del web di tutti: sarebbe lo strumento del web di chi paga. È proprio l'essere libero e aperto che gli permette di mantenere la promessa di dare il web a chiunque. Apertura e democrazia, qui, sono due facce della stessa cosa.
Voglio collegare questo a un tema che abbiamo celebrato in una stagione, perché ne è un grande esempio. Ricordi la stagione sul software libero e aperto, e il suo spirito di condivisione, di beni costruiti insieme e appartenenti a tutti? WordPress è forse uno degli esempi più riusciti e importanti di quello spirito: un enorme bene comune, libero, aperto, costruito da una comunità mondiale, che ha dato potere a milioni di persone. Incarna il meglio dell'idea del software libero: non solo codice gratis, ma uno strumento di emancipazione, che mette il potere nelle mani di tutti grazie alla sua apertura. È il software libero al servizio di una missione democratica, ed è uno dei suoi trionfi più belli.
Voglio aggiungere, per chiudere, un aspetto pratico e importante di questa apertura, che riprenderemo: la libertà che dà a te. Siccome WordPress è libero e aperto, e lo puoi installare sul tuo spazio, il sito che costruisci è davvero tuo. Non dipendi da un'azienda che potrebbe cambiare le regole, aumentare i prezzi, o chiudere il servizio portandosi via il tuo sito. Hai in mano uno strumento libero, che controlli tu, su cui costruisci qualcosa che ti appartiene davvero. Questa indipendenza, questo possedere davvero il proprio sito grazie all'apertura dello strumento, è un valore prezioso, che approfondiremo nella prossima puntata. L'apertura non dà solo accesso: dà indipendenza e possesso reale.
Per oggi ci fermiamo qui. WordPress è software libero e aperto: gratuito, che chiunque può usare, guardare dentro e modificare, non prigioniero di nessun proprietario. Ed è sostenuto da una vasta comunità mondiale che lo costruisce insieme, non da un'unica azienda che lo spreme. Questa apertura non è un dettaglio: è il veicolo necessario della democratizzazione, perché non puoi dare il web a tutti con uno strumento chiuso e costoso. Apertura e democrazia sono due facce della stessa cosa. È uno dei trionfi più belli dello spirito del software libero, uno strumento di emancipazione per milioni. E dà una libertà preziosa: possedere davvero il proprio sito. Nella prossima puntata approfondiamo proprio questo: possedere invece di affittare. Nelle note trovi qualche spunto. Se ti è utile, condividila. Grazie per l'ascolto, e ci sentiamo alla prossima.