Ciao, e benvenuto nella prima puntata della quarta stagione di questo podcast. Nella terza stagione abbiamo parlato dei colloqui di lavoro in generale. In questa entriamo in un mondo a parte, con regole tutte sue: i percorsi di assunzione nelle grandi aziende tecnologiche, quelle che tutti chiamano Big Tech. Il loro processo è diverso da quello di un'azienda normale, e conoscerlo in anticipo è fondamentale per non arrivarci impreparati.
Prima di tutto, mettiamoci d'accordo su cosa intendiamo. Con Big Tech si indicano di solito i colossi mondiali della tecnologia, ma anche molte grandi aziende con migliaia di dipendenti che ne hanno adottato lo stile di selezione. La caratteristica comune non è tanto il nome, quanto il tipo di processo: lungo, molto strutturato, standardizzato, e con un'asticella alta. Quando in questa stagione dico Big Tech, intendo questo tipo di percorso, che ormai non riguarda solo una manciata di nomi famosi.
Perché il loro processo è così diverso? Per un motivo pratico: la scala. Queste aziende ricevono un numero enorme di candidature e assumono tantissime persone. Per gestire questi numeri in modo equo e coerente, hanno bisogno di un processo uguale per tutti, ripetibile, che non dipenda dall'umore del singolo che ti intervista. Da qui nasce la standardizzazione: fasi fisse, domande di certi tipi, criteri di valutazione definiti. Non è freddezza, è la conseguenza di dover valutare migliaia di persone con lo stesso metro.
Vediamo la forma generale del percorso, che poi svisceperemo puntata per puntata. Di solito si comincia con un contatto, tuo o di un recruiter. Poi c'è un colloquio conoscitivo con il recruiter. Segue almeno un colloquio tecnico a distanza, spesso telefonico o in videochiamata, incentrato sul programmare. Se lo superi, arriva il momento clou: una giornata di più colloqui di fila, il cosiddetto loop, con prove diverse. E infine, dopo che una commissione ha deciso, ci sono l'abbinamento con un team, la definizione del livello e l'offerta. È una macchina complessa, e ogni ingranaggio ha la sua puntata.
Una cosa che spiazza chi viene da aziende normali è quanto contano gli algoritmi e le strutture dati. Nelle grandi aziende tecnologiche, buona parte dei colloqui tecnici ruota attorno alla capacità di risolvere problemi di tipo algoritmico, spesso astratti e lontani dal lavoro quotidiano. È una scelta discussa e discutibile, e molti la criticano; ma è la realtà con cui devi fare i conti se vuoi entrare. Prepararsi su questo è quasi sempre indispensabile, e ci dedicheremo un'intera puntata.
Un'altra differenza importante è la durata. Un processo in una piccola azienda può concludersi in una settimana; in una grande può durare mesi, tra una fase e l'altra, le attese, gli incastri di calendario. Questo cambia il modo di prepararsi: non è qualcosa che improvvisi la sera prima, è un progetto a medio termine, che richiede settimane o mesi di studio dedicato. Chi ci arriva pensando di cavarsela con il talento e basta, di solito, non passa.
E qui voglio essere onesto con te, perché non è un podcast che vende sogni. Entrare in una grande azienda tecnologica ha dei lati molto attraenti: stipendi alti, progetti su scala enorme, colleghi bravissimi, un nome che pesa sul curriculum per sempre. Ma non è un paradiso automatico e non è per tutti. Il processo è duro e in buona parte una lotteria, con tanti bravi che vengono rifiutati per motivi casuali. E una volta dentro, non è detto che sia la vita che desideri: c'è chi ci sta benissimo e chi si sente un piccolo ingranaggio in una macchina enorme.
Voglio smontare subito un mito tossico: che lavorare in una Big Tech sia l'unico vero successo, il traguardo che definisce se vali come sviluppatore. Non è così. Sono aziende, con pregi e difetti, adatte ad alcune persone e ad alcune fasi della vita, e per niente adatte ad altre. Ci sono carriere splendide, ricche e soddisfacenti fatte interamente lontano da questi nomi. Riprendo un filo della seconda stagione: il tuo valore non si misura dal logo sul tuo badge. Inseguirle per prestigio, e non perché le vuoi davvero, è una ricetta per l'infelicità.
Detto questo, se le vuoi, è giusto provarci, e questa stagione serve proprio a darti la mappa per farlo con cognizione di causa. Anche solo affrontare il loro processo, a prescindere dall'esito, è un ottimo allenamento che ti rende più forte in qualsiasi altro colloquio. E la preparazione che richiede, per quanto faticosa, ti fa diventare oggettivamente uno sviluppatore migliore su certe basi. Quindi anche un tentativo andato male raramente è tempo sprecato.
Per oggi ci fermiamo qui. Le grandi aziende tecnologiche hanno un processo a parte: lungo, standardizzato, incentrato sugli algoritmi, che richiede una preparazione da mesi e non da una sera. Vale la pena affrontarlo se le vuoi davvero, non per inseguire un prestigio che potrebbe non renderti felice. Nelle prossime puntate entreremo in ogni fase, una alla volta. Nelle note trovi qualche spunto. Se ti è utile, condividila. Grazie per l'ascolto, e ci sentiamo alla prossima.