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Copertina di I rendimenti calano: il muro che sfiori senza mai toccare
Stagione 62 · Episodio 003

I rendimenti calano: il muro che sfiori senza mai toccare

19 settembre 2026 5:11
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Ciao, e benvenuto nella terza puntata della sessantaduesima stagione. Nella puntata scorsa abbiamo scoperto che ogni sistema ha un soffitto di velocità, posto dalla parte seriale. Oggi guardiamo come ci si arriva, a quel soffitto, e scopriamo una cosa dolorosa: non ci arrivi mai davvero, ma spendendo sempre di più per avvicinarti sempre di meno. Oggi parliamo dei rendimenti calanti, del muro.

Partiamo da come cambia il guadagno, perché non è costante. Immagina di aggiungere risorse a poco a poco, un lavoratore in più alla volta, e di misurare quanto guadagni ogni volta. All'inizio è meraviglioso. Passi da uno a due lavoratori, e quasi dimezzi il tempo. Da due a quattro, un altro bel taglio. I primi raddoppi di risorse danno guadagni enormi, e ti convinci che la strada sia buona: più metto, più vado veloce. È qui che nasce l'illusione, perché quella prima fase è davvero fantastica.

Voglio mostrarti dove comincia il dramma, perché è graduale. Poi, però, qualcosa cambia. Continui ad aggiungere, ma i guadagni si assottigliano. Passi da otto a sedici lavoratori, e il tempo cala solo un pochino. Da sedici a trentadue, ancora meno. La ragione è quella di sempre: man mano che acceleri la parte parallelizzabile, quella parte diventa sempre più piccola nel conto totale, e la parte seriale, che non cambia, pesa sempre di più. Alla fine stai raddoppiando le risorse per guadagnare percentuali ridicole, perché ormai è la parte seriale a farla da padrona, e su di lei le tue risorse non hanno alcun effetto.

Voglio darti l'immagine che rende chiara questa idea, perché la fissa. Pensa a riempire d'acqua un secchio bucato. All'inizio, versare acqua è efficace: il livello sale in fretta. Ma più il secchio si riempie, più aumenta la pressione, più l'acqua esce dal buco, e più fatica fai a far salire il livello. Vicino all'orlo, versi litri e litri e il livello sale di un dito. Il buco è la parte seriale: mette un limite oltre il quale, per quanta acqua tu versi, il livello non sale più. Puoi avvicinarti all'orlo, ma non lo superi mai, e più ti avvicini, più ogni litro in più diventa inutile. E qui c'è un dettaglio matematico affascinante: al soffitto non ci arrivi mai davvero. Ti ci avvicini all'infinito, ma resta sempre un pochino più in alto di dove sei. Puoi passare da mille a un milione di lavoratori e sfiorare il limite, ma toccarlo, mai. È una linea che esiste solo come promessa irraggiungibile.

Voglio darti la conseguenza economica, perché è quella che conta. Da qui nasce una domanda che è tutta di soldi e di buon senso: fino a che punto conviene aggiungere risorse? Perché ogni lavoratore in più costa, ma rende sempre di meno. C'è un punto, ben prima del soffitto teorico, in cui il costo della prossima aggiunta supera il guadagno che porta. Da lì in poi, continuare a spendere per andare più veloce è semplicemente uno spreco: paghi tanto per guadagnare pochissimo. Il bravo ingegnere non punta al massimo teorico: punta al punto in cui il gioco vale ancora la candela, e lì si ferma.

Voglio smontare un errore comune, perché è diffusissimo. C'è un mito duro a morire: se raddoppio i server, raddoppio le prestazioni. Quasi mai è vero. Vale, forse, nella primissima fase, quando la parte seriale è trascurabile. Ma appena entri nella zona dei rendimenti calanti, raddoppiare i server ti dà molto meno del doppio, magari un trenta per cento in più, poi un quindici, poi un cinque. Chi pianifica la crescita di un sistema aspettandosi un guadagno proporzionale va incontro a una delusione garantita, e a una bolletta molto più alta del beneficio che riceve.

Voglio darti la lezione generale, perché vale ovunque. La lezione è che quasi tutto, nella vita e nei sistemi, segue la curva dei rendimenti calanti. Le prime unità di sforzo rendono tantissimo, le ultime quasi niente. Vale per le risorse di calcolo, ma anche per lo studio, per l'allenamento, per l'ottimizzazione di qualunque cosa. La saggezza non sta nello spingere sempre al massimo, ma nel riconoscere il punto in cui lo sforzo aggiuntivo smette di ripagare. Sapere quando fermarsi vale quanto sapere come spingere. Ed è una lezione che va contro il nostro istinto, perché ci hanno abituati a pensare che di più sia sempre meglio, che spingere sia sempre giusto. La curva dei rendimenti calanti ci ricorda, con la freddezza dei numeri, che oltre un certo punto il di più diventa quasi niente, e che la vera bravura sta nel leggere quel punto.

Per oggi ci fermiamo qui. Abbiamo visto i rendimenti calanti. Aggiungendo risorse a poco a poco, all'inizio i guadagni sono enormi: da uno a due lavoratori, quasi dimezzi il tempo. Ma poi si assottigliano, perché più acceleri la parte parallela, più la parte seriale pesa nel totale, finché raddoppi le risorse per guadagni ridicoli. Come riempire un secchio bucato: vicino all'orlo, versi litri per far salire il livello di un dito. Ne nasce una domanda economica: c'è un punto, ben prima del soffitto, in cui aggiungere costa più di quanto rende. E il mito del raddoppio i server, raddoppio le prestazioni è quasi sempre falso. La lezione: sapere quando fermarsi vale quanto sapere come spingere. Nella prossima puntata: il collo di bottiglia comanda, ottimizzare la cosa giusta. Nelle note trovi qualche spunto. Se ti è utile, condividila. Grazie per l'ascolto, e ci sentiamo alla prossima.