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Copertina di Il CV e il portfolio che superano il primo filtro
Stagione 3 · Episodio 002

Il CV e il portfolio che superano il primo filtro

23 agosto 2026 4:42
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Ciao, e benvenuto nella seconda puntata della terza stagione. Oggi parliamo della fase che viene prima di ogni colloquio, quella che decide se un colloquio ci sarà: il curriculum e il portfolio. Sono gli strumenti che superano il primo filtro, quello in cui la tua candidatura è una tra tante. Puoi essere bravissimo, ma se non passi questo scoglio non arrivi mai a dimostrarlo. Quindi vale la pena farlo bene.

Cominciamo dal curriculum, e da una verità un po' brutale: chi lo guarda ci dedica pochissimi secondi la prima volta. Non lo legge, lo scansiona. Questo ti dice tutto su come va scritto: chiaro, ordinato, facile da scorrere. Le informazioni importanti in evidenza, niente muri di testo, niente da cercare. Se chi legge deve faticare per capire chi sei e cosa sai fare, passa al prossimo. Il curriculum non deve essere completo, deve essere leggibile.

Cosa mettere in evidenza per uno sviluppatore? Le competenze tecniche concrete, i linguaggi e gli strumenti che conosci, ma soprattutto cosa hai costruito. Un curriculum da sviluppatore che elenca solo aggettivi, tipo "preciso, motivato, appassionato", dice pochissimo. Uno che dice "ho costruito questo, con queste tecnologie, e faceva questo" dice moltissimo. Ancora meglio se puoi mostrare un risultato concreto: hai migliorato qualcosa, hai risolto un problema reale, hai portato a termine un progetto. I fatti battono le qualità dichiarate.

Un errore comune, soprattutto all'inizio, è la disperazione di riempire il foglio. Se hai poca esperienza, non inventare e non gonfiare: valorizza quello che hai davvero. I progetti personali contano. I lavori fatti durante gli studi contano. Un contributo a un progetto aperto conta. Meglio un curriculum breve e onesto, pieno di cose vere anche se piccole, che uno lungo e gonfiato che al primo colloquio si sgonfia. E ricordati di adattarlo: un curriculum leggermente ritagliato sull'annuncio a cui rispondi funziona molto meglio di uno generico spedito ovunque uguale.

Ma per uno sviluppatore c'è qualcosa che vale quanto il curriculum, e a volte di più: il portfolio, cioè la prova concreta di cosa sai fare. Un conto è scrivere "conosco JavaScript"; un altro è mostrare qualcosa costruito con JavaScript che funziona e che l'altro può guardare. Nel nostro mestiere abbiamo un vantaggio enorme rispetto a tante altre professioni: possiamo far vedere il lavoro, non solo raccontarlo. Sarebbe un peccato non sfruttarlo.

Il portfolio non deve essere un capolavoro. Bastano due o tre progetti veri, curati, che puoi mostrare e spiegare. È molto meglio avere pochi progetti fatti bene che una lunga lista di cose abbozzate e lasciate a metà. Ogni progetto dovrebbe raccontare una piccola storia: cosa fa, perché l'hai fatto, quali problemi hai incontrato e come li hai risolti. Un progetto che sai spiegare vale il doppio di uno che hai solo copiato senza capirlo.

Legato al portfolio c'è la tua presenza pubblica, in particolare il codice online. Riprendo un tema della prima stagione: un profilo dove il tuo codice è visibile, anche imperfetto, è un enorme punto a favore. Permette a chi ti valuta di vedere come scrivi davvero, come organizzi il lavoro, come nomini le cose. Un datore di lavoro che può guardare il tuo codice arriva al colloquio con molta più fiducia. Cura almeno i progetti in vetrina: un file che spiega come farli partire, un codice leggibile, una descrizione chiara.

Una parola sulle cose che affossano una candidatura, perché evitarle è facile e fa la differenza. Gli errori di distrazione in un curriculum, per un lavoro dove conta la precisione, sono un segnale pessimo: rileggilo, fallo rileggere. I link che non funzionano, il progetto in vetrina che dà errore appena lo apri, sono autogol dolorosi: controlla che tutto ciò che mostri funzioni davvero. E un curriculum confuso, disordinato, dove non si capisce niente, comunica esattamente il contrario di quello che vuoi trasmettere.

Un consiglio più sottile, che pochi seguono: pensa a chi legge. Chi fa la prima scrematura a volte non è una persona tecnica, e deve capire in fretta se sei adatto. Chi legge dopo, invece, è tecnico e guarderà il codice. Un buon curriculum parla a entrambi: abbastanza chiaro da farti passare il primo filtro non tecnico, abbastanza sostanzioso da reggere lo sguardo di chi il codice lo capisce. Tieni a mente questi due lettori diversi mentre lo scrivi.

Per oggi ci fermiamo qui. Il curriculum e il portfolio sono la chiave che apre la porta: il curriculum va reso chiaro e scorribile, centrato sui fatti e non sugli aggettivi; il portfolio deve mostrare poche cose vere e curate, che sai spiegare; e la tua presenza online, con il codice visibile, gioca a tuo favore. Prima di pensare a come rispondere alle domande, assicurati di arrivare a fartele fare. Nelle note trovi qualche spunto. Se ti è utile, condividila. Grazie per l'ascolto, e ci sentiamo alla prossima.