Ciao, e benvenuto nella nona puntata della venticinquesima stagione. Nelle scorse puntate abbiamo raccontato il riscatto di PHP. Oggi affrontiamo un fatto che sorprende molti e che chiude il cerchio del riscatto: nonostante le derisioni, PHP muove, ancora oggi, una fetta gigantesca del web reale. Non è un linguaggio di nicchia, né una reliquia del passato: è, silenziosamente, uno dei motori più diffusi dell'intero web. Oggi capiamo quanto sia grande questa presenza, perché sia così, e cosa questo ci insegna su cosa faccia davvero avere successo una tecnologia nel mondo reale.
Partiamo dal fatto nudo e crudo, che spesso stupisce. Se guardi quanti siti web, nel mondo, sono costruiti dietro le quinte con PHP, la risposta è: una quantità enorme, una fetta amplissima di tutto il web. Una parte grandissima dei siti che visiti ogni giorno, magari senza saperlo, ha PHP che lavora dietro le quinte per generare le loro pagine. C'è, in particolare, un celebre sistema per creare e gestire siti, costruito in PHP, così diffuso da alimentare da solo una porzione stragrande di tutti i siti del mondo. PHP, il linguaggio deriso, è in realtà uno dei mattoni più usati dell'intero web. È una presenza gigantesca, quasi incredibile per un linguaggio tanto bistrattato.
Voglio farti apprezzare il contrasto tra la derisione e questa diffusione, perché è sorprendente. Da un lato, per anni, negli ambienti degli addetti ai lavori, PHP era guardato dall'alto in basso, deriso come linguaggio scadente. Dall'altro, nella realtà concreta del web, PHP costruiva silenziosamente una fetta enorme di tutto ciò che esisteva online. Mentre alcuni lo deridevano a parole, PHP, nei fatti, faceva funzionare una parte immensa del web reale. È il gigante silenzioso: poco appariscente, spesso invisibile, raramente celebrato, eppure onnipresente, che fa il lavoro concreto di una parte vastissima del web, giorno dopo giorno, senza clamore.
Ma la domanda interessante è: perché? Perché un linguaggio tanto deriso è diventato così incredibilmente diffuso? La risposta riprende tutti i tratti che abbiamo visto, e li illumina. Primo motivo: l'accessibilità. Ricordi la barriera d'ingresso bassissima? Quella che attirava i principianti e il codice scadente è anche quella che ha permesso a milioni di persone di costruire sul web con facilità. Facile da imparare, facile da iniziare: e così tantissimi lo hanno usato. La stessa accessibilità che gli valeva critiche è stata il motore della sua diffusione enorme. Il pregio e il difetto, ancora una volta, erano la stessa cosa.
Ci sono altri motivi concreti che voglio elencarti, perché completano il quadro. Secondo: PHP è nato per il web, cucito su misura per fare pagine, quindi era naturalmente adatto e comodo proprio per il compito più richiesto del web. Terzo: il suo modello semplice, il vivi, servi, muori che non condivide nulla, rende sorprendentemente facile mettere online e far crescere un sito, senza grattacapi complicati. Quarto: attorno a PHP è cresciuto un ecosistema immenso di strumenti, sistemi pronti e servizi, e il fatto di essere ospitabile ovunque, a basso costo, su qualsiasi servizio di web, lo ha reso disponibile a tutti, dappertutto. Accessibilità, adeguatezza al web, semplicità di messa online, ecosistema e disponibilità ovunque: ecco le radici della sua diffusione.
Voglio trarre da questo una lezione profonda su cosa faccia avere successo una tecnologia, perché va oltre PHP ed è illuminante. La storia di PHP ci insegna una verità spesso dimenticata: nel mondo reale, ciò che decreta il successo di una tecnologia non è essere la più elegante, la più alla moda, la più ammirata dagli esperti. È essere accessibile, pratica, adatta al compito, disponibile ovunque, capace di far fare alle persone ciò che serve, facilmente. PHP non ha vinto per eleganza, ha vinto per praticità e accessibilità. Il gigante silenzioso ci ricorda che, nella realtà, spesso vince non ciò che è più bello in teoria, ma ciò che funziona, è alla portata di tutti, e risolve i problemi concreti della gente. È una lezione di umiltà e di pragmatismo.
Voglio darti anche una prospettiva equilibrata, per non cadere nell'eccesso opposto, perché l'onestà lo richiede. Attenzione: essere il più diffuso non significa essere il migliore in assoluto, né che la popolarità sia una prova di qualità superiore. PHP è diffusissimo per le ragioni pratiche che abbiamo visto, non perché sia necessariamente il linguaggio tecnicamente più elegante o adatto a ogni scopo. La diffusione enorme è un fatto reale e significativo, che smentisce il disprezzo, ma non trasforma PHP nel migliore linguaggio possibile per ogni cosa. È, semmai, la prova che praticità e accessibilità contano moltissimo nel mondo reale, spesso più dell'eleganza. La popolarità dice molto, ma non dice tutto: come sempre, la realtà è sfumata.
Per oggi ci fermiamo qui. Nonostante le derisioni, PHP muove una fetta gigantesca del web reale, con un celebre sistema costruito in PHP che da solo alimenta una porzione enorme di tutti i siti del mondo. È il gigante silenzioso: poco appariscente ma onnipresente, che fa il lavoro concreto di una parte vastissima del web. Perché? Per l'accessibilità, l'adeguatezza al web, la semplicità di messa online, l'ecosistema, la disponibilità ovunque. La lezione va oltre PHP: nel mondo reale vince spesso non ciò che è più elegante, ma ciò che è pratico, accessibile e disponibile. Con onestà: diffuso non vuol dire migliore in assoluto, ma dice quanto contino praticità e accessibilità. Nella prossima e ultima puntata tiriamo le somme. Nelle note trovi qualche spunto. Se ti è utile, condividila. Grazie per l'ascolto, e ci sentiamo alla prossima.