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Copertina di Il linguaggio deriso: una storia di cattiva reputazione
Stagione 25 · Episodio 006

Il linguaggio deriso: una storia di cattiva reputazione

1 settembre 2026 5:45
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Ciao, e benvenuto nella sesta puntata della venticinquesima stagione. Nelle scorse puntate abbiamo esplorato il modello tecnico di PHP, e ne abbiamo apprezzato l'eleganza. Oggi affrontiamo l'altro lato della storia, quello meno lusinghiero ma importante da capire con onestà: la sua cattiva reputazione. Per anni, PHP è stato il linguaggio più deriso del web, oggetto di battute e disprezzo. Oggi capiamo perché, senza sconti ma anche senza pregiudizi, perché questa storia è più interessante e più giusta di un semplice PHP fa schifo. È la storia di come un linguaggio si guadagna una cattiva fama, e di cosa quella fama nasconde.

Partiamo dall'ammettere onestamente che le critiche avevano un fondamento reale, perché è giusto ed è il punto di partenza. Non sarebbe onesto dire che PHP fosse ingiustamente diffamato: no, per anni PHP ebbe difetti veri. Era pieno di incoerenze, di stranezze, di cose fatte in modi diversi e contraddittori a seconda del punto, senza una logica uniforme. Era un linguaggio in cui era facilissimo scrivere codice brutto, disordinato, insicuro. Aveva accumulato, negli anni, una serie di verruche, di scelte discutibili, di trappole. Chi lo criticava aveva spesso ragione su punti concreti: PHP, per un lungo periodo, fu genuinamente un linguaggio disordinato e pieno di difetti. Riconoscerlo è doveroso.

Ma ora voglio spiegarti perché PHP finì così, perché la ragione è illuminante e non è cattiveria o incompetenza: è il modo in cui crebbe. PHP non nacque da un progetto attento e ponderato, disegnato con cura a tavolino prima di essere costruito. Nacque piccolo, per risolvere bisogni pratici immediati, e crebbe organicamente, in fretta, aggiungendo pezzi su pezzi man mano che servivano, spinto dall'urgenza concreta invece che da una visione unitaria. Cresceva rispondendo a esigenze reali, subito, senza fermarsi a pianificare l'insieme. E una cosa che cresce così, in fretta e senza un disegno d'insieme, finisce inevitabilmente per essere disordinata, incoerente, piena di scelte fatte al momento che poi restano. I difetti di PHP erano il prezzo della sua crescita organica e affrettata.

C'è un secondo motivo della cattiva fama, che riprende un tratto che abbiamo già visto: la bassissima barriera d'ingresso. Ricordi? PHP era accessibile a chiunque, facilissimo da cui cominciare, aperto anche ai principianti assoluti. Questa è una virtù, l'abbiamo detto, ma ha un rovescio. Siccome era così facile entrare, moltissime persone alle prime armi, senza esperienza, cominciarono a scrivere codice PHP. E, naturalmente, tanti principianti scrivono tanto codice fatto male: disordinato, insicuro, ingenuo. Il web si riempì di codice PHP scadente, non perché PHP costringesse a scrivere male, ma perché la sua accessibilità aveva fatto entrare tantissime persone che ancora non sapevano scrivere bene. La cattiva fama nasceva anche da questo: tanto codice brutto, scritto da tanti principianti che PHP aveva accolto.

Voglio farti notare una cosa importante e un po' paradossale, perché è il cuore della questione. I motivi per cui PHP era criticato, la crescita disordinata e la barriera bassa, erano gli stessi motivi per cui aveva avuto un successo enorme. La crescita organica e affrettata lo rese disordinato, sì, ma anche rapidissimo a offrire ciò che serviva, subito, quando serviva. La barriera bassa fece entrare tanti principianti che scrivevano male, sì, ma anche una marea di persone che poterono finalmente costruire sul web. Il disordine e il successo venivano dalla stessa radice: il pragmatismo, l'accessibilità, la rapidità. PHP era pasticciato proprio perché era pratico e accessibile. I suoi difetti e i suoi pregi erano due facce della stessa medaglia.

Voglio darti una prospettiva equilibrata, perché la verità è sfumata. Da un lato, le critiche erano in buona parte fondate: PHP aveva difetti reali. Dall'altro, il disprezzo spesso eccedeva, dimenticando che quei difetti erano il prezzo di virtù reali, il pragmatismo e l'accessibilità, e che con PHP si costruivano moltissime cose utili. C'era anche una punta di snobismo: guardare dall'alto in basso un linguaggio proprio perché popolare, accessibile, usato dai non esperti. La verità sta nel mezzo: PHP aveva difetti veri, ma anche virtù vere, e meritava critica onesta, non disprezzo sprezzante.

Voglio chiudere aprendo la porta al riscatto. Ciò che rende davvero interessante la vicenda di PHP è che non rimase fermo nei suoi difetti. Nonostante le derisioni, o forse spinto anche da quelle, PHP cominciò a crescere, a maturare, a correggere i propri errori giovanili. La cattiva reputazione era il punto di partenza di una storia di riscatto, non la fine. È ciò che vedremo: come il linguaggio deriso si sia trasformato, silenziosamente, in uno strumento maturo e rispettabile. La cattiva fama è solo metà della storia; l'altra metà è la rinascita.

Per oggi ci fermiamo qui. PHP ebbe, per anni, una cattiva reputazione, e con un fondamento reale: era disordinato, incoerente, pieno di trappole, facile da scrivere male. Ma la ragione non era cattiveria: era la sua crescita organica e affrettata, pezzo su pezzo senza un disegno d'insieme, e la sua barriera d'ingresso bassissima, che accolse tanti principianti e tanto codice scadente. Il paradosso è che questi stessi motivi, pragmatismo e accessibilità, erano la radice del suo enorme successo: difetti e pregi, due facce della stessa medaglia. Il disprezzo, in parte giusto, in parte snobismo, era solo metà della storia. Nella prossima puntata vediamo l'altra metà, la struttura che arrivò a domare il disordine. Nelle note trovi qualche spunto. Se ti è utile, condividila. Grazie per l'ascolto, e ci sentiamo alla prossima.