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Copertina di La citta' che si ripete
Stagione 74 · Episodio 001

La citta' che si ripete

26 settembre 2026 5:02
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Ciao, e benvenuto nella prima puntata della settantaquattresima stagione. Nelle ultime stagioni siamo scesi in profondità, dentro la macchina invisibile: i sistemi operativi, i sistemi distribuiti, l'arte di vedere e di far funzionare tutto. Oggi risaliamo in superficie, torniamo alla facciata, alla faccia stessa del web, quella che l'utente vede e tocca. E ci aspetta un paradosso: mentre la macchina sotto diventava sempre più varia e potente, la superficie sopra è diventata sempre più uguale a se stessa.

Partiamo da una sensazione che hai avuto di sicuro, perché è il punto di partenza di tutto. Apri dieci siti diversi, di aziende diverse, in settori diversi, e ti accorgi che sembrano lo stesso sito. La stessa grande immagine in cima con una frase corta e grossa sopra. Le stesse tre schede allineate. Gli stessi angoli arrotondati, gli stessi due caratteri senza grazie, gli stessi bottoni vuoti col solo bordo. Cambia il logo, cambiano i colori, ma lo scheletro è identico. È un fenomeno reale, ha un nome, e questa stagione lo chiamerà con il suo nome: omologazione, la grande somiglianza del web. Non è una tua impressione: è un tratto misurabile di come è fatto il web di oggi.

Immagina questo come una città, perché sarà la nostra immagine per tutta la stagione. Sali su un aereo, atterri in una città che non hai mai visto, esci dall'aeroporto, ed è tutto identico a mille altri posti: gli stessi palazzi di vetro, la stessa catena di caffè, gli stessi cartelli. Solo il centro storico, quello vecchio, ha una faccia sua, riconoscibile. Tutt'intorno c'è un anello di edifici che potrebbero stare in qualsiasi parte del mondo. Il web di oggi è così: un piccolo centro storico di siti con carattere, e un enorme anello di siti che potrebbero appartenere a chiunque. E la cosa curiosa è che quell'anello anonimo cresce di anno in anno, mentre il centro con una faccia sua si assottiglia.

Vediamo adesso il nodo che questa stagione vuole sciogliere, perché è la fonte di quasi tutta la confusione. Quando parliamo di questa somiglianza, moltissimi danno la colpa alle regole. Danno la colpa agli standard del web, agli strumenti condivisi, alle cosiddette buone pratiche. Come se essere corretti ti costringesse a essere uguale a tutti. Come se il codice edilizio di una città fosse la ragione per cui i palazzi si assomigliano. È qui che si annida l'errore più grande, e districarlo è il cuore di questa stagione: standard e omologazione non sono la stessa cosa. Anzi, sono quasi opposti.

E qui arriva la magia, il modo comodo e diffuso di spiegare la somiglianza. La magia dice due cose. La prima: se tutti i siti si assomigliano, è perché abbiamo finalmente capito qual è il modo giusto di fare le cose, siamo arrivati alla formula perfetta, e la somiglianza è il segno che abbiamo ragione. La seconda: gli strumenti che usiamo, i grandi kit di partenza, i temi già pronti, ti regalano un buon design gratis, basta installarli. In entrambi i casi, il messaggio è lo stesso: la somiglianza è il prezzo, o addirittura la prova, della qualità.

Vediamo allora la macchina che c'è sotto, perché la realtà è molto diversa. La somiglianza non è affatto una convergenza verso il meglio, e non è neutra. È il risultato di scelte precise e di incentivi precisi: le impostazioni già pronte degli strumenti diventate un'estetica, l'imitazione di chi ha successo, la paura di rischiare, il progettare per compiacere le statistiche invece delle persone. E soprattutto, ecco il punto: gli standard non sono la causa dell'omologazione. Gli standard riguardano l'essere capiti, cioè funzionare su ogni schermo, per ogni persona; l'omologazione riguarda il sembrare identici. Sono due cose diverse.

Voglio lasciarti con la distinzione che regge tutta la stagione, quella che devi tenere a mente da qui in avanti. Puoi rispettare ogni singolo standard del web e non assomigliare a nessuno. E puoi ignorare gli standard e sembrare comunque uguale a tutti gli altri, perché stai copiando le stesse mode. Conformarsi alle regole condivise non vuol dire conformarsi nell'aspetto. Il codice edilizio ti dice che le porte devono aprirsi e le scale essere sicure, non di che colore dipingere la facciata, che forma dare alle finestre, che anima dare all'edificio. In questa stagione difenderemo gli standard e le convenzioni che servono davvero, chiameremo per nome il costo della somiglianza cieca, e proveremo a ritrovare una voce.

Per oggi ci fermiamo qui. Abbiamo dato un nome alla sensazione: l'omologazione, la grande somiglianza per cui dieci siti diversi sembrano lo stesso sito, come l'anello di palazzi identici intorno al centro storico di ogni città. Abbiamo trovato il nodo da sciogliere: molti danno la colpa agli standard e alle regole, come se essere corretti costringesse a essere uguali. La magia dice che la somiglianza è la prova della qualità, e che gli strumenti ti regalano il design. La macchina sotto dice l'opposto: la somiglianza nasce da scelte, imitazione e default, mentre gli standard riguardano l'essere capiti, non l'apparire identici. Puoi rispettare ogni standard e non somigliare a nessuno. Nella prossima puntata: grammatica, non stile. Nelle note trovi qualche spunto. Se ti è utile, condividila. Grazie per l'ascolto, e ci sentiamo alla prossima.