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Copertina di Perche' tutto si assomiglia
Stagione 74 · Episodio 003

Perche' tutto si assomiglia

26 settembre 2026 5:07
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Ciao, e benvenuto nella terza puntata della settantaquattresima stagione. Abbiamo scagionato gli standard: non sono loro a rendere tutto uguale. Ma allora, se non è colpa delle regole, da dove viene davvero la somiglianza? Oggi facciamo l'autopsia dell'omologazione: mettiamo sul tavolo, uno per uno, i veri responsabili. E scoprirai che non sono divieti calati dall'alto, ma scelte, quasi sempre scelte non fatte.

Partiamo dal responsabile numero uno, il più potente di tutti: le impostazioni già pronte diventate estetica. Ogni grande strumento di partenza arriva con un suo aspetto predefinito: un certo carattere, una certa spaziatura, angoli arrotondati di una certa misura, bottoni fatti in un certo modo. E la stragrande maggioranza delle persone non cambia mai quei valori. Li lascia com'erano appena installati. Il risultato è che l'aspetto predefinito di due o tre strumenti popolari si è diffuso su milioni di siti, non perché qualcuno lo imponesse, ma perché nessuno lo ha modificato. Uno strumento nato per farti risparmiare tempo è diventato, senza volerlo, il volto uniforme di mezzo web.

Immagina la casa da catalogo, perché è l'immagine perfetta. Un costruttore offre un catalogo di modelli. Il modello base è pronto, comodo, e costa meno pensarci. La maggior parte dei clienti sceglie il modello base e non cambia niente. Alla fine un intero quartiere è fatto delle stesse case, non perché il catalogo lo obbligasse, ma perché quasi nessuno ha chiesto qualcosa di diverso. Il catalogo offriva mille possibilità; la pigrizia, o la fretta, ne ha scelta sempre una sola. Le case identiche non sono un ordine: sono una serie di decisioni mai prese. E la stessa identica dinamica, dai temi già pronti ai modelli scaricabili, riempie l'anello anonimo del web.

Vediamo il secondo responsabile, quello psicologico: l'imitazione di chi ha successo. Quando un sito molto grande e molto famoso adotta un certo schema, tutti gli altri lo copiano. Il ragionamento è semplice e rassicurante: se funziona per loro, che sono i più bravi, funzionerà anche per me. Così lo schema del leader si moltiplica. È un istinto comprensibile, quello di seguire chi va forte, ma ha un difetto: ciò che era distintivo per il primo diventa banale quando lo fanno in mille. La formula vincente, ripetuta all'infinito, smette di vincere e diventa solo rumore di fondo. E spesso chi copia non copia nemmeno le ragioni della scelta, ma solo la sua forma esteriore, portandosi a casa l'aspetto senza il senso.

Nota il terzo responsabile, il più silenzioso: la paura di rischiare. Una scelta distintiva è una scelta che qualcuno potrebbe criticare. La scelta banale, invece, non si può attaccare: è quella che fanno tutti. Nelle aziende, davanti a una riunione, l'opzione anonima è sempre la più facile da difendere, perché nessuno verrà mai licenziato per aver fatto un sito uguale a tutti gli altri. Così, riunione dopo riunione, gli spigoli vengono limati, le idee audaci annacquate, e ciò che resta è la versione più prudente e più anonima possibile. L'omologazione, spesso, è semplicemente la forma che prende la paura.

E c'è un quarto responsabile, più recente e insidioso: la macchina che copia la macchina. Sono nati strumenti che generano interfacce e disegni da soli, e questi strumenti imparano guardando il web che già esiste. Ma se imparano dalla media di ciò che c'è, produrranno la media: la cosa più comune, più prevedibile, più vista. E il vero pericolo è il cerchio che si chiude: la media generata viene pubblicata, diventa parte del web, e la prossima macchina imparerà da quella, restringendo ancora di più il ventaglio. È un imbuto che, giro dopo giro, spinge tutto verso lo stesso punto. La macchina non copia il web con carattere, che è raro: copia il web medio, che è ovunque.

Voglio lasciarti con il filo che tiene insieme tutti questi responsabili, perché rivela qualcosa di importante. Nessuno di loro è uno standard. Nessuno è una regola che ti obbliga. Sono tutti, in fondo, la stessa cosa vestita in modi diversi: la decisione di non decidere. Prendere il valore predefinito, copiare chi va forte, scegliere l'opzione più sicura, lasciar fare alla macchina. La somiglianza non è imposta dall'alto: è assemblata dal basso, una scelta mancata alla volta. E questo, se ci pensi, è stranamente incoraggiante. Perché se la somiglianza nasce da scelte, allora scelte diverse possono disfarla. Il potere di cambiare non è mai stato tolto: è solo stato lasciato inutilizzato, in attesa di qualcuno che abbia voglia di prenderlo in mano.

Per oggi ci fermiamo qui. Abbiamo fatto l'autopsia dell'omologazione e trovato i veri responsabili, che non sono gli standard. Il primo sono le impostazioni già pronte diventate estetica, l'aspetto predefinito che nessuno cambia, come la casa da catalogo di cui tutti scelgono il modello base. Il secondo è l'imitazione di chi ha successo, che rende banale ciò che era distintivo. Il terzo è la paura di rischiare, perché nessuno viene licenziato per aver fatto un sito uguale agli altri. Il quarto, più recente, è la macchina che impara dalla media e restituisce la media, in un imbuto sempre più stretto. Il filo comune: sono tutti la decisione di non decidere. Nella prossima puntata: la comodità dei sentieri battuti. Nelle note trovi qualche spunto. Se ti è utile, condividila. Grazie per l'ascolto, e ci sentiamo alla prossima.