Ciao, e benvenuto nella decima e ultima puntata della trentatreesima stagione. Abbiamo attraversato tutto il mondo di WordPress: cos'è un CMS, la missione di democratizzare, i plugin e i temi, la separazione tra contenuto e aspetto, l'apertura e la comunità, il possedere il proprio sito, l'ossessione per la compatibilità, i prezzi della facilità, e la crescita da diario a colosso. Oggi tiriamo le somme, ricomponiamo il ritratto di WordPress, e riflettiamo su cosa portarci a casa.
Ricomponiamo prima il ritratto di WordPress, perché ora possiamo vederlo intero. WordPress è un'applicazione già finita, un CMS, non un kit per programmatori come un framework. La sua missione è democratizzare il web: dare a chiunque, anche a chi non programma, la possibilità di avere e gestire un proprio sito. La realizza permettendo di costruire cliccando, con plugin e temi, separando il contenuto dall'aspetto, ed essendo libero, aperto e comunitario, così che sia davvero di tutti. Ti permette di possedere davvero il tuo sito. È ossessionato dal non rompere mai nulla. Ha i prezzi della facilità, gonfiore e sicurezza. Ed è cresciuto da umile strumento per blog a colosso del web di tutti. Questo è WordPress: il web dato alle persone.
Fermiamoci sui pochi principi profondi da portare a casa, perché valgono più di ogni dettaglio. Primo: la democratizzazione, il dare potere ai molti, l'allargare l'accesso a chi ne era escluso, che è la sua anima. Secondo: l'applicazione finita contro il kit, l'idea di uno strumento già pronto da usare invece che da costruire. Terzo: costruire assemblando pezzi pronti invece di programmare, che rende possibile la democratizzazione. Quarto: il possedere il proprio angolo di web, l'indipendenza contro la dipendenza dalle piattaforme. Questi principi sono la bussola per capire WordPress, e valgono ben oltre lui.
Voglio dedicare un momento al posto di WordPress accanto agli altri strumenti che abbiamo raccontato, perché insieme raccontano qualcosa di bello. Negli ultimi tempi abbiamo visto tre grandi strumenti del web: Laravel, Spring e WordPress. E sono tre risposte a tre bisogni diversi, per tre pubblici diversi. Laravel, un framework, serve i programmatori che vogliono costruire applicazioni con gioia. Spring, un framework, serve le imprese che costruiscono software serio e robusto. WordPress, un CMS, serve la gente comune che vuole semplicemente avere un sito. Tre strumenti, tre pubblici, tre anime: la gioia del programmatore, la solidità dell'impresa, l'accesso di tutti. Nessuno migliore in assoluto: ciascuno perfetto per il suo pubblico e il suo bisogno.
E questo mi porta all'insegnamento più profondo, che voglio incidere bene. Non esiste lo strumento migliore in assoluto: esiste lo strumento giusto per chi lo usa e per ciò che deve fare. Un programmatore che costruisce un'applicazione su misura sceglierà un framework; una persona comune che vuole un sito sceglierà WordPress. E scegliere male, usare un framework quando basterebbe WordPress, o WordPress quando servirebbe un framework, porta fatica e frustrazione. Capire la natura di ogni strumento, per chi è fatto e per cosa, è la chiave per scegliere quello giusto. WordPress non è migliore né peggiore di un framework: è fatto per un pubblico e uno scopo diversi, e in quello è insuperabile.
Voglio essere onesto, come sempre, sul giusto posto di WordPress, per chiudere il suo ritratto. WordPress non è per tutto: per applicazioni molto su misura, o dove servono eleganza tecnica e prestazioni, un framework è più adatto, e i suoi difetti, il gonfiore, la sicurezza, il pasticcio sotto, vanno conosciuti e gestiti. Ma per la sua missione, dare il web alla gente comune, è un trionfo assoluto, che ha dato potere a milioni di persone. Usarlo bene significa sceglierlo quando è lo strumento giusto, il web di contenuti accessibile a tutti, e curarne i difetti. Come per ogni strumento, la bravura è conoscerne la natura e usarlo dove brilla, senza snobismi e senza illusioni.
Voglio lasciarti con un pensiero, che è lo spirito con cui vorrei che ti portassi via questa stagione. WordPress ci ricorda una delle cose più belle che la tecnologia possa fare: mettere strumenti potenti nelle mani di tutti, non solo degli esperti. In un mondo dove la tecnologia può creare divari, tra chi sa e chi non sa, tra chi ha accesso e chi no, WordPress ha fatto il contrario: ha allargato l'accesso, ha dato potere ai molti, ha reso il web un po' più di tutti. C'è qualcosa di profondamente giusto in questo, che va oltre la tecnica: l'idea che gli strumenti migliori non sono solo quelli più potenti, ma quelli che rendono capaci più persone. Democratizzare, dare potere a chi non ne aveva: è forse la cosa più nobile che uno strumento possa fare.
Per oggi, e per questa trentatreesima stagione, ci fermiamo qui. WordPress è un'applicazione già finita, un CMS, la cui missione è democratizzare il web: dare a chiunque, anche a chi non programma, la possibilità di avere un sito. La realizza con i plugin e i temi, con la separazione tra contenuto e aspetto, con l'apertura e la comunità, e con il possedere davvero il proprio sito. È ossessionato dal non rompere nulla, ha i prezzi della facilità, ed è il colosso del web di tutti. I principi da portare a casa: la democratizzazione, l'applicazione finita, l'assemblare invece di programmare, il possedere il proprio web. E la lezione più bella: gli strumenti migliori sono quelli che rendono capaci più persone. Grazie di cuore per avermi accompagnato in questo viaggio dentro WordPress. Abbi cura di te, e ricorda che dare potere ai molti è una cosa nobile. A rileggerci presto.