Stagione 26: Python
Python spiegato costruendone la filosofia e il carattere — perché è fatto così e perché è finito ovunque. La leggibilità come valore, e l'ampiezza di un linguaggio arrivato in ogni campo.
Episodi
10 episodi
Python in pratica e uno sguardo lungo
Il ritratto unitario di Python e i principi profondi: leggibilità, orchestrazione, versatilità, accessibilità, tutti nati dal mettere l'essere umano al centro...
La facilità come porta d'ingresso: Python come primo linguaggio
L'altra estremità: i principianti...
Il linguaggio dell'intelligenza artificiale: perché proprio Python
Perché Python è la lingua madre dell'IA? La convergenza di tutta la stagione: la leggibilità (accessibile agli scienziati), il ruolo di collante (orchestra la potenza), la ricchezza di strumenti...
Le batterie e l'immenso magazzino: la ricchezza pronta
Cosa Python orchestra: un'immensa ricchezza di strumenti pronti...
Lento ma astuto: il compromesso della velocità
A viso aperto: Python è lento...
Il linguaggio-collante: orchestrare invece di calcolare
Un aspetto cruciale: Python spesso non fa il lavoro pesante, lo orchestra...
Il coltellino tuttofare: un linguaggio per ogni cosa
A differenza dei linguaggi del web cuciti su un compito, Python è un generalista finito ovunque: automazione, web, scienza, dati, didattica, IA...
Gli spazi che contano: la leggibilità forzata
La scelta tecnica più caratteristica e discussa: il rientro del codice non è decorazione, è la struttura stessa...
Lo Zen del codice: la filosofia esplicita
Python ha una filosofia esplicita, scritta: un piccolo insieme di principi, lo Zen del codice...
Il linguaggio che voleva essere leggibile: una filosofia diversa
Dopo il trittico del web, un quarto linguaggio di natura diversa: Python, un generalista la cui cifra è filosofica...